[Report] Seminario Agosto 2006 - Parte I

Cooperazione e movimenti sociali: un incontro tra Nord e Sud - 20 – 21 agosto 2006, Angrogna (Val pellice, Torino)

Quali forme di collaborazione sono possibili fra organizzazioni del Nord e del Sud che lavorano con i movimenti sociali nell'ambito della formazione? Questo seminario ha l'obiettivo di riflettere sul senso e sul modo stesso della cooperazione che promuovere la giustizia sociale con strategie di empowerment.

Mattina

Dopo la presentazione dei partecipanti al seminario, avvenuta la sera del 20 agosto, la mattina del 21 i lavori sono stati introdotti da una relazione di Simone Lanza che ha presentato il progetto di costituzione dell’associazione Clinamen e le motivazioni che hanno portato all’organizzazione di questo seminario e alla scelta dei temi. La relazione completa di Simone è in allegato.

La prima sessione di lavoro, Movimenti sociali ed empowerment, è stata introdotta da una relazione di German Gutierrez, ricercatore del DEI, dal titolo La formazione come strumento di cambiamento sociale, e da un ampio intervento di Padre Tyssa.
La relazione di German (in allegato) ha ripercorso dal punto di vista storico l’evoluzione del movimento di educazione popolare in America Latina dagli anni ’60 con Paulo Freire fino ai giorni nostri. In particolare German ha illustrato i nuovi presupposti della formazione in un contesto profondamente modificato dalla crisi del neoliberismo iniziata negli anni ’90, dall’emergere di nuovi movimenti sociali e nuove forme di insorgenza diffusa della cittadinanza, dalla riflessione sulla fine del socialismo reale e del suo paradigma interpretativo e organizzativo in America Latina.
Padre Tyssa, dopo aver ripreso alcuni temi della relazione di German e aver ricordato la sua collaborazione a Parigi con Paulo Freire, ha sottolineato due elementi di attenzione partendo da aspetti globali di cambio generazionale: la formazione nell'insegnamento della storia, per una storia che non rifletta più il punto di vista della classe dominante; una proposta di ricerca sulla geografia umana, facendo un quadro della situazione attuale, frutto delle politiche di conquista europee dal 1492, caratterizzato da una distribuzione iniqua delle risorse e da una tendenza a grandi spostamenti migratori verso le zone dove si concentrano la ricchezza e la possibilità di un lavoro remunerato. La domanda che pone Tyssa come generatrice di un lavoro di ricerca è: come saranno dislocate le popolazioni umane nel 2.050? Quale sarà la situazione dal punto di vista della democrazia, dell’accesso alle risorse energetiche e della distribuzione della terra? Quale ruolo avranno le religioni in tale contesto?
Occorre guardare con una nuova visione al di là di nazioni e religioni: la teologia dell'amore di Gesù -comune a molte altre religioni- è stata trasformata dall'Impero Romano con una religione in cui Gesù salverebbe solo i membri della Chiesa. Si tratta di un vero e proprio apartheid spirituale da cui occorre liberarsi.

Ai due interventi è seguito un lungo dibattito, protrattosi per tutta la mattinata, nel quale è stata ripresa l’importanza della formazione per la crescita dei movimenti sociali che nascono dal basso sulla spinta della necessità concreta e, a volte della sopravvivenza.
Fabio Resino del movimento argentino delle imprese recuperate ha sottolinato come la formazione debba essere inserita in un processo di presa di coscienza politica e che quindi anche uno scambio tra realtà del Nord e del Sud debba essere centrato sulla condivisione di un orizzonte politico prima che su una strategia di raccolta di fondi; i lavoratori argentini hanno molto da imparare, ma sono anche portatori di una esperienza che ha un valore educativo per i lavoratori del Nord. Fabio ha raccontato come il movimento delle imprese recuperate sia nato dalla mancanza di alternative per i lavoratori in un momento di crisi complessiva del sistema, e che in una situazione mutata rischia di essere assorbito dal sistema capitalistico stesso. E’ necessario imparare a dirigere le imprese in maniera non capitalistica, ripensando a fondo l’organizzazione del lavoro e costruendo una effettiva direzione da parte dei lavoratori.
Mammen Varkey è intervenuto per precisare come la formazione debba essere parte di processi di empowerment inteso come rafforzamento reciproco delle realtà del Sud e del Nord nei confronti del potere costituito. Un esempio possibile di collaborazione è quello delle migrazioni che attraversano le diverse realtà e che richiedono la formulazione di un nuovo concetto di solidarietà, centrato sul rispetto della pluralità e delle diverse culture, e su una nuova spiritualità che possa riaccendere la speranza in un processo storico di cambiamento quando il potere genera impotenza e disperazione.
Altri partecipanti hanno poi ripreso gli elementi centrali di questi interventi, a partire dalla necessità di un nuovo rapporto tra I° e III° Mondo (non più pensabili come entità separate ma come profondamente intrecciate ed interdipendenti) alla ridefinizione dei concetti di formazione e di educazione popolare come pratiche collegate alla realtà, alle resistenze e ai bisogni concreti di coloro che sono oppressi ed umiliati (Antoin Libert). Matteo di Pinerolo ha collegato il concetto di empowerment con quello di comunità, parlando della situazione europea dove alla caduta delle sicurezze condivise del’900 è seguito un periodo di crisi collettiva e personale che produce solitudine e disperazione che sempre più spesso trovano risposte esclusivamente di tipo medico. E’ necessario comprendere questo processo di distruzione delle comunità che sembra assumere un carattere globale. Altri interventi (Manfredo, Antonella, Luis) hanno proposto riflessioni sul ruolo delle Chiese nell’attuale contesto globale e sul fenomeno delle migrazioni come elemento centrale per ripensare cooperazione Nord-Sud non in termini assistenzialistici ma con una effettiva intenzione di dare voce e potere a coloro che sono gli ultimi nell’assetto dei poteri globali.

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