Educazione, lotta politica e cambio culturale in America latina

I dibattiti sulla educazione in America Latina negli ultimi 50 anni sono stati fortemente segnati dai cambi politici che potremmo dividere in tre grandi periodi:

1. lo sviluppismo, la rivoluzione cubana e le proposte di radicalizzazione dello sviluppismo;
2. l'ascesa delle dittature di sicurezza nazionale e l'installazione del regime neoliberista
3. la crisi del neoliberismo e il cambio politico e culturale della regione

In ognuno di questi momenti il dibattito sulla educazione ha messo in evidenza diversi aspetti, programmi e politiche educative, e, contemporaneamente, diverse resistenze e proposte alternative.

[Seminario] Il gruppo: per una nuova soggettività sociale

Seminario residenziale di formazione

Nel vivere quotidiano il gruppo viene ricercato e al tempo stesso temuto. Si sente il bisogno del gruppo per essere riconosciuti, accettati, per sviluppare le proprie potenzialità, per realizzare le proprie aspirazioni, per incidere e cambiare la realtà di vita e di lavoro. Nel gruppo si discute, ci si confronta, si affrontano i problemi e si cercano soluzioni. Per qualsiasi attività nel gruppo si entra in rapporto fra persone. La dimensione gruppo è però anche fonte di stress, di paura e di noia. A volte si ha la sensazione di essere in un vicolo cieco, in balia degli eventi o in una spirale dove ogni mossa si trasforma in ostacolo. Il gruppo può rappresentare quella dimensione plurale che può permettere l’integrazione dialettica fra le parti, intese come persone, bisogni, sentimenti, competenze, dando vita ad una nuova soggettività collettiva. Come sviluppare o migliorare le proprie potenzialità per stare e lavorare in gruppo? Come promuovere la partecipazione e lo sviluppo della soggettività gruppale?

L'educazione popolare di Paulo Freire come alternativa di civiltà

Il saggio è un'estrapolazione del cap. 8° del libro di Giulio Girardi, Resistenza e alternativa, al neoliberismo e ai terrorimi, Milano, Punto Rosso, 2002. Si ringrazia l'editore Edizioni Punto Rosso per la pubblicazione sul sito.

di Giulio Girardi

Un ringraziamento al mio amico e maestro

Desidero dedicare questa parte della ricerca a colui che dell’educazione popolare liberatrice rimane il grande maestro, Paulo Freire. Il mio non vuole essere un riconoscimento puramente oggettivo del suo significato storico, ma anche un affettuoso ringraziamento a colui che è stato per me un amico e che continua a essere uno dei miei grandi maestri. Per esprimere questo sentimento, mi permetto di rievocare un momento cruciale della mia vita e della mia relazione con Paulo. Nel 1974 l’Istituto Superiore di Pastorale Lumen Vitae di Bruxelles, diretto dai padri gesuiti, dove io lavoravo da quattro anni come professore associato, decideva la mia espulsione. Motivo: consideravano incompatibili con l’orientamento dottrinale dell’istituto le mie posizioni rispetto al marxismo e alla teologia della liberazione, che erano proprio l’oggetto dei miei corsi. In quell’occasione ho potuto contare sull’appoggio non solo della grande maggioranza dei professori e degli studenti, ma anche di tre personalità di prim’ordine, Gustavo Gutiérrez, François Houtart e Paulo Freire, professori dello stesso centro, che avevano rassegnato le dimissioni per solidarietà.

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